MITI, STORIE E LEGGENDE DI SICILIA: L’orecchio di Dionisio e il Caravaggio

Siracusa è una delle città più belle della nostra Sicilia. Il teatro greco è uno dei monumenti più visitati.

Le latomie del Paradiso, sono solo alcune delle importanti cave di pietra che vennero sfruttate nell’antichità a scopi edilizi.

Si suppone che fossero già conosciute nel V secolo a.C., ma non si hanno notizie storiche della loro presenza e utilizzo, se non a partire dall’epoca Romana. Molto spesso però, queste cave, fredde d’inverno e torride d’estate, venivano utilizzate come prigioni; a seguito della spedizione ateniese in Sicilia, esse divennero il luogo in cui furono incarcerati i soldati ateniesi sconfitti e superstiti della dura battaglia tra Atene e Siracusa (nel 400 a.C circa).

Le latomie più famose sono quelle del Paradiso, dove all’interno vi sono delle grotte caratteristiche. Una di queste presenta dei fenomeni acustici molto particolari. Se si prova a battere le mani, a bisbigliare o ad accennare un “La” il suono rimbomba e si sente in tutta la struttura.

La grotta di cui stiamo parlando viene chiamata orecchio di Dionisio.

Alta fino a 35 metri e profonda 65, la cava Orecchio di Dionisio è in grado di amplificare i suoni fino a 16 volte; c’è chi sostiene che l’acustica del Teatro Greco abbia risentito positivamente della presenza della cavità, che, con la sua particolare conformazione, arriva a porsi proprio sotto la cavea del teatro.

Ritornando all’orecchio, si racconta che il tiranno Dionisio si metteva in una cavità posta nella parte più alta della grotta ed ascoltava i prigionieri politici che confabulavano contro di lui. Inutile dire che fine facevano questi prigionieri…

Del complesso della Latomia del Paradiso, fa parte anche la Grotta dei Cordari, una grande cavità artificiale poggiata su pilastri sottili di pietra naturale, presso cui si dice venne rinchiuso il poeta Filosseno, per aver avuto la colpa di non apprezzare le opere letterarie del tiranno. Secondo le ricostruzioni del filosofo Claudio Eliano, in quella grotta, Filosseno realizzò il suo componimento intitolato “Ciclope”.

Il tiranno Dionisio o Dionigi era un uomo crudele, avaro e con molti nemici politici.

Dionisio I di Siracusa In carica dal 405 a.C. al 367 a.C.

Si racconta che fece rubare un bellissimo mantello d’oro alla statua di Giove e per non lasciarlo scoperto, gli mise addosso una copertina di lana asserendo che la lana era più comoda, poiché manteneva caldi in inverno e freschi in estate. Ad una altra statua, quella di Esculapio, figlio di Apollo (Apollo veniva rappresentato nelle statue senza barba), fece radere la barba d’oro giustificando il fatto come un gesto di rispetto nei confronti del padre. Esculapio non poteva essere barbuto ed il padre Apollo no.

A parte le leggende sul  tiranno Dionisio, si pensa che la grotta fosse la cassa di risonanza del teatro e a dargli il nome orecchio fu niente poco di meno che Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio

Colpo di scenaaaaaaa (avrebbe detto qualcuno).

Michelangelo Merisi, si rifugiò a Siracusa dopo la fuga da Malta, e visitò la grotta. Pensò immediatamente che la cava potesse corrispondere a quella usata dal tiranno per tenerci i suoi prigionieri; la particolare conformazione della cava vista, faceva supporre che la sua acustica potesse servire al tiranno per ascoltare tutti i discorsi dei suoi prigionieri.

Caravaggio (è vero e non leggenda) visitò la Sicilia nel 1608, e studiò la pianta a forma di S della grotta artificiale. Vide che la grotta fu scavata seguendo il percorso un vecchio acquedotto. Quindi, dato che somigliava ad un condotto uditivo, nacque il nome Orecchio dando forza alla leggenda cinquecentesca.

Seppellimento di Santa Lucia (1608) Michelangelo Merisi da Caravaggio

Si dice che presso l’Orecchio di Dionisio, il Caravaggio ambientò il suo olio su tela del 1608, “Seppellimento di Santa Lucia”, oggi conservato presso la chiesa di Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo a Siracusa.

Salvatore Quasimodo

Una curiosità: dalle latomie siracusane, rimase colpito anche il celebre poeta Salvatore Quasimodo, il quale dedicò loro un componimento raccolto in “Erato e Apollion”, nel 1963.

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English version:

Syracuse is one of the most beautiful cities of our Sicily. The Greek theater is one of the most visited monuments.

The latomie of Paradise, are just some of the important stone quarries that were exploited in antiquity for building purposes.

It is assumed that they were already known in the 5th century BC, but there is no historical information on their presence and use, except from the Roman era. Very often however, these quarries, cold in winter and torrid in summer, were used as prisons; following the Athenian expedition to Sicily, they became the place where the defeated and surviving Athenian soldiers of the hard battle between Athens and Syracuse (around 400 BC) were imprisoned.

The most famous latomias are those of Paradiso, where inside there are characteristic caves. One of these presents very particular acoustic phenomena. If you try to clap, to whisper or to hint at a “La” the sound echoes and you hear it in the whole structure.

The cave we are talking about is called the ear of Dionysius.

Up to 35 meters high and 65 deep, the Orecchio di Dionisio quarry is able to amplify sounds up to 16 times; there are those who claim that the acoustics of the Greek Theater have been positively affected by the presence of the cavity, which, with its particular conformation, comes to stand right under the theater auditorium.

Returning to the ear, it is said that the tyrant Dionysus put himself in a cavity placed in the highest part of the cave and listened to the political prisoners who were confabulating against him. Needless to say, what happened to these prisoners …

The Latomia del Paradiso complex also includes the Grotta dei Cordari, a large artificial cavity resting on thin pillars of natural stone, where it is said that the poet Filosseno was imprisoned for having blamed for not appreciating the tyrant’s literary works . According to the reconstructions of the philosopher Claudio Eliano, in that cave, Filosseno made his composition entitled “Ciclope”.

The tyrant Dionysius or Dionysius was a cruel man, stingy and with many political enemies.

It is said that he had a beautiful golden cape stolen from the statue of Jupiter and to keep it uncovered, he put on a woolen cover affirming that the wool was more comfortable, as it kept warm in winter and cool in summer. To another statue, that of Aesculapius, son of Apollo (Apollo was represented in statues without a beard), he shaved his golden beard justifying the fact as a gesture of respect towards his father. Aesculapius could not be bearded and his father Apollo was not.

Apart from the legends about the tyrant Dionysus, it is thought that the cave was the sounding board of the theater and to give it the name ear was nothing less than Michelangelo Merisi, called Caravaggio.

Scene shotaaaaaa (someone would have said).

Michelangelo Merisi, took refuge in Syracuse after fleeing from Malta, and visited the cave. He immediately thought that the quarry could match the one used by the tyrant to keep his prisoners; the particular conformation of the quarry seen, suggested that its acoustics could be used by the tyrant to hear all the speeches of his prisoners.

Caravaggio (it is true and not legend) visited Sicily in 1608, and studied the S-shaped plant of the artificial cave. He saw that the cave was excavated following an old aqueduct along the way. Therefore, since it resembled an ear canal, the name Orecchio was born, giving strength to the sixteenth-century legend.

It is said that at the Ear of Dionysius, Caravaggio set his oil on canvas of 1608, “Burial of Saint Lucia”, now preserved at the church of Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo in Syracuse.

A curiosity: the famous poet Salvatore Quasimodo was also impressed by the Syracusan quarries, which dedicated a composition to them in “Erato and Apollion”, in 1963.

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