SICILIA TRA STORIA E MISTERO: “…William Shakespeare era di Messina”

 

Messina
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William Shakespeare era di Messina

Gli elementi per un’impasse diplomatica ci sono tutti.

La regina Elisabetta e il presidente del consiglio comunale Previti
La regina Elisabetta e il presidente del consiglio comunale Previti

Il presidente del consiglio comunale ha addirittura mandato una lettera direttamente a Sua Maestà la regina Elisabetta, “Queen Elizabeth”, con tanto di indirizzo “Buckingham Palace, London Sw1A 1AA” chiedendo “approfondimenti culturali”, necessari a verificare le ipotesi su una possibile nascita di William Shakespeare a Messina nel 1564.  Ovviamente con il suo vero nome, ovvero Michelangelo Florio Crollalanza (che, guarda un po’, è la traduzione letterale di shake “scrolla” speare “lancia”), figlio di Giovanni Florio e Giuseppina Crollalanza.

messina_storica
Messina storica

Sembra un’ipotesi azzardata, eppure non è poi così troppo peregrina: oltre a condividere il cognome, Michelangelo e William sono nati nello stesso anno, il 1564, e hanno scritto due opere dal titolo praticamente identico, Tantu trafficu ppi nenti e Much adoe about nothing (nella traduzione italiana Molto rumore per nulla, che tra l’altro è ambientata proprio a Messina e che del messinese ricalca con sorprendente accuratezza atteggiamenti e modi di dire).

I primi dubbi in merito alla nazionalità del grande drammaturgo sorgono già negli anni Venti, per opera di un giornalista romano, Santi Paladino, incuriosito dal ritrovamento di un volumetto di Michelangelo Florio sui proverbi, intitolato I secondi frutti, molti dei quali vengono citati nell’Amleto. In tempi moderni ad aver approfondito la questione è in particolare Martino Iuvara, professore all’Università di Palermo.

I biografi di Shakespeare non hanno tanti elementi per contrastare questa teoria: nonostante il drammaturgo sia il maggior vanto della letteratura inglese, le informazioni sulla sua vita sono abbastanza farraginose, tanto che in molti ritengono dubbia la sua esistenza e lo considerano un prestanome di autori più famosi. E a dare man forte allo studioso italiano, viene anche una ricerca della University of Southampton, dalla quale tutto si ci potrebbe aspettare meno che una convalida di una tesi volta ad espropriare la letteratura inglese del suo massimo rappresentante. Persino il “Times”, in un articolo a firma di Richard Owen dell’8 aprile 2000, si è espresso in toni possibilistici al riguardo.

https://en.wikipedia.org/wiki/Crollalanza_theory_of_Shakespeare_authorship

Insomma, secondo la versione di Iuvara, la biografia del più famoso drammaturgo di tutti i tempi andrebbe riscritta così. Come abbiamo visto, Michelangelo nasce da Giuseppe Florio, medico palermitano, e Giuseppina Crollalanza, nobile messinese. Si dimostra subito un ragazzo prodigio, ma a causa delle convinzioni religiose del padre (calvinista) viene spedito nel Nord Italia per sfuggire alle persecuzioni della Santa Inquisizione. Risiede a Milano, Venezia, Padova e Verona, e viaggia recandosi in Grecia, Danimarca, Austria, Spagna. Tornato in Italia, a Treviso per la precisione, si innamora di una certa Giulietta, un amore finito in tragedia, con la morte della ragazza. A questo punto, le persecuzioni religiose si fanno più aspre, il padre viene ucciso, e il giovane Michelangelo si trasferisce in Inghilterra, dove si ritiene più al sicuro. E’ il 1588 e all’epoca ha ventiquattro anni. Ad accoglierlo a Stratford forse c’è il cugino di sua madre, Guglielmo, il quale ha già tradotto in inglese il proprio cognome e che aveva un figlio, William, morto prematuramente. Forse Michelangelo ha assunto l’identità del parente defunto o forse si è semplicemente limitato a tradurre nome e cognome della mamma: fatto sta che in un modo o nell’altro è riuscito a sfuggire all’Inquisizione e ha avuto finalmente tempo e modo per dedicarsi alla propria passione per il teatro. All’inizio, come prevedibile, incontra notevoli difficoltà con la lingua inglese, ma a tradurre le sue opere ci pensano lo zio e la moglie, una donna di otto anni più grande che Michelangelo sposa a ventotto anni. Piano Piano comunque il gap linguistico sparisce e Shakespeare diventa un autore famoso e apprezzato in tutta l’Inghilterra.

Insomma, c’è di che stuzzicare la fantasia di studiosi e letterati, perché questa versione dei fatti fornisce risposte plausibili ad alcune questioni che altrimenti rimarrebbero irrisolte. Per esempio, come mai nei registri scolastici di Stratford-upon-Avon, secondo la vulgata luogo di nascita del drammaturgo, non c’è traccia del suo nome? E come faceva un inglese purosangue, figlio di un guantaio, a conoscere così bene la cultura classica e a descrivere con tale precisione tante località italiane? E perché mai un suddito della regina avrebbe dovuto ambientare quindici dei suoi trentasette drammi in Italia, pur non avendola mai visitata? Gli interrogativi aperti sono ancora molti e una smentita ufficiale non c’è, ma strappare all’Inghilterra il suo autore più famoso non può di sicuro rivelarsi un’operazione indolore.

William Shakespeare ovvero Michelangelo Florio Crollalanza
William Shakespeare ovvero Michelangelo Florio Crollalanza

http://www.mediapolitika.com/cultura/21642-docufilm-sullidentita-di-shakespeare-intervista-a-alicia-maksimova/





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